Amianto: a quando le bonifiche di massa?
In Italia ci sono milioni di metri quadri di coperture in cemento-amianto. La legge punisce l'emissione (nell'aria) di sostanze nocive. Dopo circa venti anni le coperture iniziano a sfaldarsi ed emettono particelle di amianto. E' sufficiente UNA particella inalata, e non espulsa, per provocare l'asbestosi. Per questo la bonifica delle superficie con amianto non conservato è obbligatoria. Essendo stato bandito nel '92 , oggi praticamente TUTTO l'amianto sui tetti sarebbe da bonificare. Ma troppo pochi lo fanno. Cosa fare per "convincere" i proprietari di capannoni a rischio? Il fotovoltaico, con i suoi incentivi mirati a premiare le installazioni effettuate contemporaneamente alle bonifiche dei tetti è oggi lo strumento più efficace. Ma non è sufficiente. Troppi proprietari rifiutano operazioni win-win per il timore della durata del condominio (20 anni) o del possibile fastidio (manutenzione). Occorre invece creare il connubio tra proprietà e operatore del fotovoltaico per lo sfruttamento dei tetti: eliminazione di un costo sospeso, migliore efficenza energetica (coibentazione), aumento di valore dell'immobile - da un lato; utilizzo di superficie altrimenti inutili per produrre energia da fonte pulita - per l'operatore energetico. Al governo si chiedono solo agevolazioni nelle autorizzazioni e riduzione della burocrazia per l'ottenimento degli incentivi. E' un'operazione nella quale guadagnano tutti, in salute e denaro.
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