17 luglio 2011

Registro impianti GSE - L'analisi dei dati evidenzia il terribile errore

Hanno avuto accesso al registro (All. A) 947 impianti per complessivi 978 MW di potenza e un costo annuo stimato i termini di incentivo a carico del GSE di 300 M€, di cui:

- 252 impianti (26%) per complessivi 148 MW di potenza (15%) e un costo stimato di 53,5 M€ (18%) con la FINE LAVORI;

- 695 impianti (74%) per complessivi 830 MW di potenza (85%) e un costo stimato di 246,5 M€ (82%), autorizzati ma ancora in fase di REALIZZAZIONE;

NOTA: 21 impianti (317, 438, 441, 444, …, 895) – tutti in fase di realizzazione - hanno un costo stimato apparentemente non corretto, probabilmente sottostimato di 1.000 volte per un errore di introduzione del dato; con i valori corretti (naturalmente da confermare), il totale del costo sarebbe più alto di 6 M€. A rigor di logica – per rientrare nei limiti di costo - dovrebbero essere esclusi una ventina di impianti per una potenza complessiva di 18 MW.

Gli impianti che hanno richiesto l’iscrizione al registro e che al momento della pubblicazione della graduatoria risultavano allacciati (172 impianti per complessivi 150 MW, All. B) sono stati esclusi dalla graduatoria, poiché accederanno direttamente alle tariffe.

NOTA: di questi impianti non è noto il costo totale, non riportato in tabella. Ipotizzando una media analoga a quella dell’All. A, il costo totale sarebbe di 46 M€.

Poiché il limite dei 300 m€ per il 2011 deve comprendere questi impianti già allacciati, non si capisce come mai la graduatoria sia stata stilata per un costo complessivo di 300 M€ e non per 46 M€ (stimati) in meno. Al momento non è nota la mole di impianti esclusi dalla graduatoria (All. C); la prossima settimana verrà pubblicato anche questo elenco.

Rispetto alla stima fatta nel decreto (1.200 MW per 300 M€ di costo), la potenza “iscritta” (978 MW) risulta molto inferiore (-18,5%); si consideri che il rapporto fra potenza e costo dipende dalla produttività dell’impianto (kWh/kWp) e dalla tariffa assegnata (€/kWh), entrambe variabili non controllabili a priori; resta quindi da capire se questa differenza è dovuta ad una sottostima delle proporzioni nel decreto o per un sovrastima della produttività da parte dei soggetti responsabili in fase di iscrizione.

Analisi degli impianti con FINE LAVORI

Come detto, nella graduatoria sono inclusi 252 impianti terminati, in attesa di allacciamento, per complessivi 148 MW di potenza. Qualora uno di questi impianti venisse allacciato entro il 31/08, automaticamente uscirebbe dalla graduatoria, ma non libererebbe spazio per nuovi impianti poiché il limite di costo dei 300 M€ per il 2011 include anche gli impianti allacciati entro il 31/08. Analizzando le date di “fine lavori” di questi impianti, si va dal 12/11/2010 al 30/06/2011, quindi ci sono impianti terminati 8-9 mesi fa non ancora allacciati.

Si può pensare che gli impianti terminati in aprile-maggio-giugno (224 per 132 MW e 47,4 M€ di costo) siano in attesa di un normale allacciamento che potrebbe avvenire entro il 31/08, mentre quelli più vecchi (28 per 16 MW)) siano in una situazione di stallo e quindi difficilmente allacciabili.

Dei 28 impianti in stallo, 15 (per 9 MW) si trovano nelle Marche, 3 (per 3 MW) in Sicilia, uno in Molise per 3 MW.

Analisi degli impianti in fase di REALIZZAZIONE

Molto più complessa pare la situazione degli impianti ammessi in graduatoria autorizzati e ancora in fase di realizzazione. Poiché la graduatoria prevede la priorità secondo la data di ottenimento dell’autorizzazione, i 695 impianti ammessi sono quelli più vecchi, autorizzati sin dal lontano 2007 (il primo in graduatoria è del 23/03/2007) e fino al 03/02/2010 (ultimo in graduatoria, autorizzato oltre un anno e mezzo fa).

In sostanza sono entrati in graduatoria tutti quegli impianti che pur se autorizzati non sono stati costruiti negli scorsi anni per evidenti problemi di realizzazione e sono rimasti esclusi gli impianti più recenti la cui realizzazione è più probabile. Per fare un esempio, un impianto autorizzato da pochi mesi e in fase avanzata di costruzione – che andrebbe premiato per la determinazione dell’investitore – è escluso dalla graduatoria in quanto la capienza è occupata da impianti autorizzati con una DIA quattro anni fa’ (!).

Questo fenomeno rivela che la scelta di introdurre un registro di impianti “autorizzati” crea quasi esclusivamente dei privilegi e si pone contro la logica del conto energia, che, sin dall’inizio, è stato pensato per favorire chi realizza e allaccia gli impianti, non chi lavora sulla burocrazia e non costruisce: lo spirito è sempre stato: “prima l’allacciamento e poi il riconoscimento della tariffa”.

Analizzando più a fondo i suddetti impianti si vede che dei 695 impianti:

- 525 per 528 MW e 158 M€ di costo sono autorizzati in Puglia;

- 37 per 145 MW e 37 M€ di costo sono autorizzati in Sardegna;

- 133 per 157 MW e 45 M€ di costo nelle altre regioni.

Per capire meglio l’anomalia pugliese, basta dare uno sguardo agli impianti in ordine di data di Autorizzazione:

- 2007: 11 impianti di cui 9 in Puglia (82%)

- 2008: 181 impianti di cui 177 in Puglia (98%)

- 2009: 411 impianti di cui 290 in Puglia (71%)

- 2010: 92 impianti di cui 49 in Puglia (53%)

Se un impianto autorizzato a febbraio 2010 non è ancora stato costruito/allacciato è perché evidentemente ha problemi di autorizzazioni alla connessione e non verrà mai costruito; ad esempio in Puglia ci sono molti impianti per i quali il gestore di rete non ha preventivato la connessione in MT su linee esistenti, ma ha chiesto la connessione su nuove linee derivate da una cabina primaria in AT di nuova costruzione. Per la quale è facile immaginare le complicazioni e, in diversi casi, l’insostenibilità dal punto di vista economico.

Evidentemente i soggetti responsabili ne hanno chiesto (e ottenuto) l’iscrizione al registro e adesso si vedono offerti ulteriori 7-9 mesi di tempo per essere terminati (oltretutto, non allacciati, si badi bene).

Il problema è che tutti questi impianti impegneranno la graduatoria almeno fino al 15 febbraio (o 15 aprile per i più grandi), ma non saranno allacciati con ogni probabilità entro il 31/12: in sostanza il settore si bloccherà dopo il 31/08 e fino al 31/12.

CONCLUSIONE

Riteniamo che di tutta la graduatoria pubblicata potranno essere allacciati nel 2011 meno di 200 MW, contro l’obiettivo di 1.200, di cui:

- 132 MW di impianti già allacciati al 15/07;

- Altri 50-70 MW di impianti in fase di allacciamento al 15/7 per i quali NON è stata richiesta l’iscrizione al registro in quanto già prossimi all’allacciamento.

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