04 marzo 2011

Decreto rinnovabili - un commento significativo

Il commento. FV, gravi incongruenze nel D.Lgs
di Matteo Falcione*



Roma, 3 marzo - Nessun tetto al FV, ma il futuro del settore appare quanto mai fosco. Basta analizzare la norma del D.Lgs Fer che lo traccia, l’art. 23, quella che forse ha maggiormente subito modifiche negli ultimi giorni e nella nottata scorsa. Riformulato prevede le seguenti gravi incongruenze.

Innanzitutto ai commi 9-bis e 9-ter è usato il concetto di “allacciamento”, che non si trova né nel Salva-Alcoa, né nel TICA, né nei decreti Conto Energia, ove si trovano i termini “connessione” o “entrata in esercizio”. Tale anomalia terminologica può dare seguito a gravi problemi interpretativi. Il comma 9-ter prevede poi che il “quarto conto” energia venga adottato entro il 30 aprile 2011, ma se ciò non avverrà per ritardo o perché cadrà il governo prima, il comma 9-bis è indipendentemente idoneo a bloccare l’attuale 3° Conto Energia. Si pongono le basi per un vuoto normativo nel regime di incentivazioni: situazione inaccettabile per il mercato.

Il comma 9-bis pone come data di scadenza del 3° Conto Energia il 31 maggio 2011, senza periodi di grazia (come gli attuali 14 mesi). Termine che si pone in palese violazione dell’art. 41 della Costituzione che tutela l’iniziativa economica privata, in quanto le decisioni di investimento relative al 3° Conto Energia sono state fatte facendo affidamento su un regime adottato nell’agosto 2010 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2011 e previsto fino a tutto il 2013. E se è vero che l’ammissione all’incentivo è ex post rispetto all’allacciamento, non per questo si può ledere l’affidamento degli investitori: infatti essi si assumono il rischio costruzione, ma non di repentino mutamento del quadro legislativo. La norma rasenta la modifica retroattiva di regimi di incentivazione, regolarmente sanzionata come illegittima dal Consiglio di Stato.

Da ultimo il quarto Conto Energia si baserebbe su scaglioni annuali di potenza massima incentivabile. Si deve allora ipotizzare che si torni ad una ammissione ante costruzione, altrimenti non sarebbe un regime di incentivo ma una sorta di roulette russa, in cui ogni primo gennaio si riparte da zero in un meccanismo di chi prima arriva meglio alloggia che in Italia -per esperienza- incentiva solo la corruzione."

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