26 novembre 2010

Fine del fotovoltaico a terra in Emilia Romagna

Con la Delibera n. 1713 del 15-11-2010 la Giunta dell'Emilia Romagna mette la parola FINE allo sviluppo di impianti fotovoltaici a terra. E' un solo articoletto di quattro righe - l'art. 8 dell'Allegato "I" - a spegnere progetti, investimenti, idee in uno dei pochi settori di mercato in crescita. Inserito nel capitolo "Descrizione delle disposizioni che rendono compatibili a determinate condizioni ... (gli impianti a terra)", l'articolo 8 stabilisce che gli impianti a terra sono compatibili nelle aree agricole normali (in sintesi: non pregiate dal punto di vista agricolo o paesaggistico), purchè l'impianto occupi una superficie inferiore "al 10% delle particelle nella disponibilità del proponente".
Come dire: per fare 1 MW si devono comprare 20 ettari anzichè i 2 effettivamente necessari. E negli altri 18 ettari "vuoti" cosa ci fa un investitore specializzato nel project financing? Un campo da golf? Un'area di meditazione? Facciamo due conti: la Provincia di Forlì-Cesena, ad esempio, occupa una superficie di 2.377 kmq (fonte Wikipedia). Ogni kmq è costituito da 100 ettari, equivalenti alla superficie occupata da 50 MW. Ora, è difficie sapere con esattezza la potenza totale degli impianti a terra ad oggi nel territorio della Provincia, ma, senz'altro, nessun operatore del settore la stimerà superiore a 100 MW. Ma vogliamo esagerare? Diciamo 200 MW. Bene, in termini di superficie, 200 MW occupano 4 chilometri quadrati, cioè lo 0,2% dell'intera area della Provincia. Insomma, un "invasione" di rinnovabili, che il solerte legislatore regionale si è preoccupato di bloccare sul nascere. Amen.

1 commenti:

zamora64 ha detto...

Come al solito, gli ecologisti a fasi alterne.
Sta venendo fuori che il fotovoltaico è inquinante, mentre è la rinnovabile più rinnovabile.